08 novembre 2009

Dei furbi e dei fessi


CAPITOLO PRIMO

DEI FURBI E DEI FESSI

1

I CITTADINI italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2

Non c’è una definizione di fesso.

Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, eccetera; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, eccetera, questi è un fesso.

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(Giuseppe Prezzolini – Codice della vita italiana –Edizione originale “LA VOCE” 1921)


...Questa pagina, lussuosamente incorniciata, è appesa nel soggiorno di casa mia e ne sono felice.

06 novembre 2009

come stanno le cose???


Una cara amica di Bologna mi ha inviato la foto del libro di Paolo Nori dal titolo “Le cose non sono le cose”. Non conosco, e non ho letto, il libro ma il titolo mi ha divertito molto. Questo blog parla di “Cose”, si chiama “Le cose sono come sono”; insieme a Paolo Scatarzi ho scritto il romanzo epistolare “Un senso alle cose”.

Sulle cose e sul loro significato mi interrogo continuamente e anche se non è scontato trovare sempre una logica, ci ragiono, ci scrivo. Ma il trittico le cose non sono le cose, le cose sono come sono, un senso alle cose resta notevole.

La domanda è: “ma come stanno le cose?”…

Lascio, comunque, un link al libro di Nori …grato del titolo

03 novembre 2009

Caponata e Cirò


Può capitare di avere degli affetti geograficamente lontani: io ne ho a Palermo, città natale paterna, dove vivono zia, cugina, e nipoti vari. Pur sentendoli straordinariamente vicini ci sentiamo poco e ci vediamo ancora meno.
Quando andavo da loro, e la sorella di papà era un po’ più in forze, avevo le mie precise richieste alimentari: oltre ai dolci e al pane di Monreale, “pasta con le sarde”, “involtini di pescespada” e – ovviamente – “caponata”.
L’ultima ho imparato, stante la lontananza, a cucinarla e mi viene bene. Resta che la mia vita non dovrebbe essere tanto complicata da giustificare il non salire su un aereo per punta Raisi. Ci penso, spesso.
Però, intanto, vi regalo la ricetta.

la caponata di melanzane
Gli ingredienti sono per 4 persone ma siccome “più sta più è buona” vi consiglio di aumentarli: 4 melanzane di media grandezza, 2 cipolle medie, 100 gr. di capperi, 2 cuori di sedano, un paio di pomodori maturi, 150 gr. di olive verdi denocciolate, 1 bicchiere di acete bianco, 3 cucchiai di zucchero, Olio extravergine d’oliva, Sale.
Preparate prima degli altri ingredienti le melanzane poiché devono perdere l’ ”amaro” per un paio d’ore. Tagliatele a tocchetti e copritele di sale grosso da cucina e acqua, una volta passato il tempo indicato asciugatele. Intanto potete preparare le 2 cipolle che andranno affettate finemente e soffritte con i cuori di sedano sempre sminuzzati, le olive e solo alla fine i capperi.
Personalmente preferisco, quando ho a che fare con cipolle e sedano, stufarli un po’ per ammorbidirli. Uso la stessa padella con cui soffriggerò mettendoci un bicchiere d’acqua e coprendola. Dopo aver fatto rosolare questo preparato si aggiungono i pomodori maturi che andrebbero preventivamente sbollentati e privati di pelle e semi. Lasciate cuocere questo sughino per una quindicina di minuti. Le melanzane, fatte a cubetti vanno fritte a parte in olio d‘oliva abbondante ed aggiungetele a frittura ultimata al sugo preparato.
Si unisce lo zucchero all’aceto nel bicchiere, lo si mischia con un cucchiaino e lo si versa sulle melanzane alzando la fiamma e si lascia cuocere fino a che tutti gli ingredienti sono ben amalgamati (questione di massimo 10 minuti).


Lasciate raffreddare e servite.

Da berci sopra un vino rosato o, al limite, un rosso leggero: se volete rimanere in Sicilia un “Cerasuolo di Vittoria, altrimenti un Cirò rosato.



“…Enjoy!”



Cirò rosato Doc - Regione di produzione: Calabria
Uve: Gaglioppo 100% (o al 95% con aggiunta di alcune uve consentite) - Tipologia del terreno: argilloso, calcareo - Sistema di allevamento e densità d’impianto: alberello, 5000 piante ad ettaro - Resa per ettaro al raccolto in uva: 90 quintali - 65 ettolitri - Epoca di vendemmia: seconda metà di settembre inizio ottobre - Grado alcolico: 13°- Vinificazione: in acciaio termocondizionato, con pressatura soffice delle uve e breve salasso dopo 12 ore di macerazione a contatto con le vinacce - Affinamento: in acciaio con una permanenza in bottiglia di alcuni mesi prima della commercializzazione - Periodo ottimale di consumo del vino: fino a tre anni, ma è consigliabile consumarlo giovane per apprezzarne particolarmente la fragranza aromatica - Abbinamenti gastronomici: splendido vino da salumi e antipasti freddi (perfetto con la parmigiana di melanzane), è ottimo su preparazioni di pesce in umido o alla griglia, su grigliate di carne e pollame, sui piatti piccanti e sul coniglio alla cacciatora. - Cirò rosato Doc - Comune di produzione: Cirò, Cirò Marina e Crucoli

01 novembre 2009

leggero

Leggièro, a o leggèro, a, ag. Di poco peso; contrario di pesante. // Veloce; destro; snello: cavalleria -. // Digeribile (cibo). // Che ha poco corpo (vino). // Non profondo (senno). // fig. Non grave. // Volubile; incostante. // Inconsiderato; di poco giudizio. // A cuor -, Senza preoccupazione; senza troppa riflessione.

(IL NOVISSIMO MELZI – 1966)

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Quando le cose della vita si fanno pesanti e si fatica nel quotidiano, quando ci sono cose che non vanno come dovrebbero ma la soluzione non è prossima, quando si fa solo ciò che si deve e non si ha tempo di fare ciò che si vorrebbe, quando si argomenta e si discute ma ci si rende conto che l’interlocutore non è proprio all’altezza, allora, proprio allora, ci si rende conto di aver bisogno di leggerezza.

Arriva il momento della commedia, dei cartoni animati, del libro giallo o umoristico: del vino bianco di poca gradazione, della musica commerciale, dell’attaccarsi a tutto quello che ci fa tirare il fiato.

Non leva spessore ma peso.

Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una
canzone.

http://www.youtube.com/watch?v=Jhbrgr_W9jA

Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro
per potersi consolare
godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos'ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro
certo alcuni sono in sala giochi
e l'odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una
canzone.

Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po' pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c'è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.

30 ottobre 2009

halloween?


Notte tra il 31 ottobre ed il primo novembre: Halloween.

"Halloween" deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire appunto "Vigilia di tutti i santi", perciò "Vigilia della festa di tutti i santi", festa che ricorre, appunto, il 1° novembre.

L’abbiamo importata dell’America. I media ci hanno fatto un fenomeno nostrano, proliferano le maschere, i “dolcetto-o-scherzetto, l’industria dolciaria, il conto in banca dei Dentisti.

Va bene tutto, per carità!

Però un tempo avevamo altro e secondo me dovremmo – ogni tanto – rifletterci.

Porto solo un esempio.

La "festa dei morti" in Sicilia era una ricorrenza popolare e molto sentita, risalente addirittura al X secolo. Si narra che anticamente nella notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali "fiere", che si svolgono in molte parti della Sicilia ma, ormai, solo nei paesi.
Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini. Questi ultimi vengono poi nascosti in casa e trovati dai bambini, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro.
Oltre a giocattoli di ogni sorta, esisteva l'usanza di regalare scarpe nuove talvolta piene di dolcetti, come i particolari biscotti chiamati "crozzi 'i mottu", ossa di morto e la frutta secca, biscotti e cioccolatini, la frutta di martorana e i pupi di zucchero, generalmente accompagnati da 'u cannistru', un cesto ricolmo di frutta secca.

Un modo affettuoso di ricordare ai bambini chi non c’è più.

Ok.

Vi lascio e vado a comprare chewing-gum e mush-mellows… casomai domani bussassero!

26 ottobre 2009

una giornata perfetta


In una serata particolarmente malinconica mi è capitato di vedere vecchi filmini riversati in dvd in cui io, piccino, ero allo zoo e davo noccioline agli animali e poi ero al mare, facevo il bagno con la “paperella”, e via dicendo. C’era un sacco di gente di famiglia che adesso non c’è più.
Per colonna sonora ho messo questa meravigliosa canzone che, forse, ha contribuito a darmi un senso di nostalgia ed una vaga commozione. Non saprei pertanto dire se sia o meno adatta a far da colonna sonora a vecchi filmini ma so per certo che è davvero bella.

http://www.youtube.com/watch?v=j2JXy1Z9ovs


Just a perfect day drink Sangria in the park And then later when it gets dark, we go home.


Just a perfect day feed animals in the zoo Then later a movie, too, and then home.


Oh, it's such a perfect day I'm glad I spend it with you Oh, such a perfect day You just keep me hanging on You just keep me hanging on.


Just a perfect day problems all left alone Weekenders on our own it's such fun.


Just a perfect day you made me forget myself I thought I was someone else, someone good.


Oh, it's such a perfect day I'm glad I spent it with you Oh, such a perfect day You just keep me hanging on You just keep me hanging on You're going to reap just what you sow [x4]

Solo un giorno perfetto - Bevendo sangria nel parco - E poi, più tardi - Quando fa buio, andiamo a casa Solo un giorno perfetto dare da mangiare agli animali allo zoo - E poi, più tardi un film, e poi casa Oh, è talmente un giorno perfetto Sono contento di averlo passato con te Oh, è talmente un giorno perfetto Tu mi fai resistere e andare avanti
Solo un giorno perfetto - I problemi sono lasciati soli - Turisti per conto nostro - E' così divertente Solo un giorno perfetto - Mi hai fatto dimenticare me stesso - Pensavo di essere qualcun altro, qualcuno valido Raccoglierai ciò che hai seminato

23 ottobre 2009

Al al bar

Ha occhi vagamente impauriti, comunque furtivi. Non sfuggono. Gli chiedo cosa ci sia che non va. Nicchia un po’ ma poi confessa. Sceso dall’autobus si è fermato ad un bar. Mi mostra uno scontrino fiscale parzialmente inevaso (non gli lascio moneta) per un paio di euro, giù di lì. Bar Torino, indirizzo sullo scontrino, vicino casa. La sua glicemia (ha un po’ di diabete) era alta ma, almeno, dalla sua confessione so il perché. Lo rassicuro. È come un piccolo che confessa la marachella. Lo rassicuro, poi vado a sincerarmi del fatto e a saldare.

Birretta e pastarella alla faccia del diabete.

Spiego ai baristi la situazione.

Più che altro incasso solidarietà e ammirazione per essere tornato a saldare.

Questi sono i tempi in cui ci tocca vivere.

È mio padre, comunque, ed ho bisogno di sapere da un lato e di lasciarlo vivere – a prescindere- dall’altro.

Bilanciamenti di Al: nessuno nasce imparato e, perciò, troverò il passo.